Moussa Traore
25 ottobre – 11 novembre 2006
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Proseguendo
nel suo percorso di indagine al confine tra artigianato
e arte, l’Associazione Lignarius dedica una personale
all’ artista africano Moussa Traore.
La
mostra si inaugura
il 25 ottobre alle 18.30 – per proseguire fino all’11 novembre – presso la sede
Lignarius di Via Mecenate 35.
Sempre
pronto a spendersi per le buone cause dell’ambientalismo
e del pacifismo, Moussa Traore
ha anche un’autentica vocazione didattica che gli ha fatto creare a Dakar,
forte del prestigio di cui gode, un atelier per giovani artisti.
Le sue
sculture sono state viste in molte collettive a New York, Barcellona, Parigi,
mentre in Italia ha recentemente esposto
a Gibellina, per la sezione arte delle Orestiadi, a Palermo e Bologna.
L’influenza
dell’arte africana sul surrealismo è
nota; oggi molti artisti africani rivisitano con sensibilità moderna le
loro profonde radici tradizionali e elaborano uno
stile vicino al surrealismo. Le
creazioni di Moussa Traore
partecipano di questo spirito.
Dakar,
capitale del Senegal, è una città africana in piena espansione: torri,
grattacieli, autostrade. Ma a Dakar c'è un quartiere, la
Medina, dove ancora si trovano baracche in legno, case con tegole rosse,
strade sfondate e tanta gente a piedi.
Moussa
Traore ha sempre vissuto là e della contraddizione ha
nutrito il suo carattere, lo spirito ribelle e l'ironia.
Nel suo
lavoro si trovano gli elementi dello scarto urbano: l'usato, lo spreco e
l'inutile che nelle civiltà dell' "altro
mondo" sono recuperati in una continua trasformazione di valore e di uso.
Ed
ecco che sorgono grandi sculture, personaggi poetici in un paesaggio rarefatto,
fino a poco fa insignificante ammasso di rottami.
Per Moussa la trasformazione è un gioco, e assieme uno stato
d'animo: stupisce la sua forza d'animo, la capacità di saper rinnovare il
linguaggio antico del ri-uso che diventa, sulla sua
strada, sempre più sensibile ed evocativo.
Il suo
spirito è assolutamente pacifista e seguendo la lezione di Senghor
dice di prendere i rifiuti della civiltà occidentale per poi restituirli in
forma di armonia e d’arte.