Torna alla pagina dei Restauri

 

Restauro di un comò intarsiato

(Lombardia - XVIII secolo)

 

 

Direzione lavori Stefano Nespoli
Restauro eseguito da Ivan Brizi – Pamela Giagnoli

 

Scheda di restauro

Tipologia del mobile                       

comò intarsiato con 3 cassetti di cui il primo più basso. Fronte e fianchi dritti. Gambe troncopiramidali.

Epoca ultimo quarto xviii secolo
Provenienza Lombardia (Italia)
Dati tecnici Telaio e struttura in noce. Rivestimento con intarsi in legni di noce, bosso, bois de rose, bois de violet, palissandro .
Misure cm 127 – cm 60 - cm 86
Stato di conservazione

 

buono. Compaiono segni di restauri sugli intarsi. Fodere posteriori e maniglie non originali.

Progetto di restauro

 

 

Pulitura                                 

Rimozione della finitura non originale e della sporcizia accumulata tramite impacchi di ovatta con alcool 94° o altri solventi idonei. È nostra intenzione non alterare i colori dei vari legni che compongono gli intarsi.

 

Ricostruzione delle parti mancanti

Rimozione e sostituzione della fodera posteriore con una più idonea. Reinserimento della fodera antipolvere sotto l’ultimo cassetto. Rettifica delle guide dei cassetti.

Sostituzione dei vecchi restauri (non idonei) sugli intarsi con tarsie più pertinenti.

Finitura

Ripristino dei toni di colore originali. Lucidatura a gommalacca e spirito.

  

Relazione di restauro

Operazione preliminare per la preparazione del mobile al restauro è lo smontaggio della ferramenta (maniglie e serrature).

Abbiamo quindi iniziato con la rimozione della lucidatura (vecchia ma non originale) con cotone idrofilo e alcool 94°. L’alcool ci ha consentito di rimuovere soltanto ciò che volevamo senza intaccare la superficie del mobile. Riteniamo questa operazione fondamentale per il mantenimento dell’originalità del mobile. Massima cura e attenzione quindi a non usare solventi o abrasivi troppo aggressivi.

La pulitura ha messo in evidenza vecchi restauri (soprattutto sugli intarsi) di grossolana esecuzione. Riteniamo quindi necessaria una loro rimozione.

Iniziamo pertanto a lavorare sulla struttura e ci dedichiamo allo smontaggio delle fodere posteriori che, applicate in epoca successiva, e in legno di abete tinto, conferivano al mobile un aspetto non gradevole.

Abbiamo perciò recuperato vecchie fodere di noce che applichiamo sul retro e sul fondo, ripristinando così anche il piano antipolvere.

Dopo aver registrato le guide dei cassetti, ci apprestiamo ad allineare i disegni dei due cassetti più grandi. Dopo vari tentativi ci accorgiamo che il problema deriva dal fatto che il comò non è perfettamente a squadro. È bastato livellare le gambe con alcuni tasselli di pochi millimetri e il disegno è di nuovo allineato.

Lavorando sulla struttura, abbiamo infine inserito listellini di legno sulle fessurazioni, e le abbiamo poi consolidate con strisce di tela.

A questo punto la struttura del mobile è restaurata, siamo passati perciò a lavorare sugli intarsi, rimovendo quelle parti restaurate in passato in modo non pertinente.

La rimozione l’abbiamo effettuata con bisturi, avendo la massima cura a non intaccare le parti originali. A lavoro ultimato abbiamo constatato come le parti rimosse sono una minima percentuale rispetto a quelle originali.

La ricerca dei legni da usare per la ricostruzione ha richiesto molto tempo, in quanto volevamo che il mobile, a lavoro ultimato, avesse un aspetto estetico quanto più unitario possibile.

Tutti gli incollaggi (dalla struttura agli intarsi) sono stati effettuati facendo uso di colla forte.

Siamo quindi passati all’ultima fase del lavoro effettuando una finitura a base di gommalacca e alcool opportunamente diluiti e stesi a tampone fino al raggiungimento di una forte lucentezza. Questo tipo di finitura evidenzia la raffinatezza degli intarsi e rende più prezioso il mobile. Concludendo, abbiamo cercato di eseguire il restauro nel massimo rispetto del mobile, cercando di non intaccare nessun elemento originale e di evidenziarne le caratteristiche intrinseche.

Da ultimo, era nostro obiettivo coniugare i concetti di conservazione, di leggibilità e di reversibilità del restauro con il raggiungimento di un buon risultato estetico. Speriamo di esserci riusciti.

Home Page